Noi abbiamo sempre sostenuto sin da quando abbiamo deciso di competere con il nostro simbolo, senza nessun tipo di accordo con altri gruppi che, sarebbe stata una gara difficile da vincere, ma ci provavamo, perché abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di ritornare all'antico, ai partiti, alle sezioni, questo messaggio non è stato compreso completamente, ma apprezzamenti ne abbiamo avuti tanti, e per quanto mi riguarda, non di una sconfitta scrivo ma di un risveglio della politica in uomini e donne che se eletti avrebbero cambiato il modo di amministrare Monteparano, che avrebbero lavorato per colmare la distanza che nelle case abbiamo riscontrato, tra gli uomini delle istituzioni e la cittadinanza, che avrebbero dato serenità, rispetto, disponibilità a tutti, che non avrebbero mai lasciato solo nessuno, che non avrebbero mai compiuto atti nel loro esclusivo interesse.Qualcuno ha parlato del nostro candidato sindaco di persona amabile da un punto di vista umano, ma di essere spregiudicato da un punto di vista politico.
Ditemi chi è stato più spregiudicato, chi ha lacerato il tessuto sociale e politico di Monteparano, il candidato dell'UDC o qualcun altro? Mi direte pura strategia, il fine giustifica i mezzi, e quali mezzi.
Non è una banale giustificazione, noi sapevamo a quanto si poteva arrivare in termini di consenso, quello che è mancato è stato lo scatto di orgoglio di una parte di cittadinanza che non si è riconosciuta nell'alternativa e novità proposta, legittimo quindi che un amico si esprimesse sul risultato "contro la forza pura, non si può competere".
Noi partiamo da 532 e da un gruppo che cercheremo di tenere unito e allargare, possiamo immaginare tuttavia che qualcuno vorrà tenersi discretamente vicino per gli impegni di famiglia, ma gli altri, e i giovani ci hanno emozionato e sorpreso per la forte motivazione espressa a continuare con caparbietà l'entusiasmante esperienza che hanno vissuto in questi due mesi.
Il ricambio è fisiologico ma il legame sarà indistruttibile.
Qualcuno di noi ha parlato di vittoria personale, di essere stato onorato della proposta di candidatura e di averla accettata per cambiare veramente Monteparano, e di sentire il peso e la responsabilità ma anche l'emozione di essere stato credibile per tante persone.
Come non essere coinvolti in questi turbinii di sentimenti, nessuna recriminazione, solo tante emozioni belle da parte di tutti noi, pur restando l'amarezza del risultato, che diventa l'inizio di un percorso nuovo.
Penso poi ai giovani a quelli che si sono messi in gioco, la loro voglia di fare politica, anche di arrivare subito, è stata sincera, qualcuno andrà ad amministrare gli altri che si sono affacciati dovranno continuare, e formarsi, e la nostra porta sarà aperta a tutti, a tutti.
il segretario di sezione Carlo Spinelli |
CONSIDERAZIONI POST ELETTORALI (di Ciro Lezzi)
RispondiEliminaLe elezioni comunali sono alle spalle.
Abbiamo da ritenerci inorgogliti per il risultato raccolto in considerazione del fatto che siamo scesi in competizione da soli e con il simbolo del nostro partito. Ma questo non ci deve far adagiare sugli allori e ritenerci soddisfatti: non abbiamo raccolto il successo elettorale finale, conquistando il Comune.
Quali sono le considerazioni che possiamo cogliere da questo, chiamiamolo, insuccesso?
Abbiamo commesso degli errori, che non dobbiamo più ripetere, se non vogliamo incappare, ancora una volta, in altra cocente sconfitta.
Il Sindaco eletto ha raccolto poco più del 42% dei voti validi dell'elettorato Monteparanese. Ha incrementato del 5% il risultato positivo del 2006. Lasciando perdere le dicerie di come ciò possa essere avvenuto, diciamo che sia fisiologico, per un amministratore che ha detenuto il potere locale per 5 anni, ottenere questo risultato.
(continua nel commento successivo)
(continua dal commento precedente)
RispondiEliminaAlle altre due liste rimane un buon 58% che risulta essere l'ampiezza del terreno entro cui si deve lavorare. In poche parole si ha la certezza che il 58% non vuole questo Sindaco. Esso ci ha indicato la percentuale di elettori che cercano un condottiero che si metta a capo della maggioranza dei contrari.
Sta a noi raccogliere questa indicazione.
1°) Per battere l'avversario non possiamo più permetterci il lusso di scendere da soli. Abbiamo, sì, fatto la prova. Era necessaria, per contarci. Abbiamo detto che ne siamo usciti a TESTA ALTA, ma pur sempre sconfitti.
Non illudiamoci per quei 532 voti ottenuti: non sono certamente tutti di fede o convincimento UDC. Non bisogna cadere nell'errore di ritenerli acquisiti perchè, per quanto possiamo lavorare nel breve, alle prossime politiche, si ridurranno a meno della metà, in quanto non vi sarà l'apporto trascinante dei nominativi e delle famiglie locali.
Scendendo sul pianeta terra occorre che, la prossima volta, affrontiamo la competizione elettorale amministrativa con una coalizione che comprenda tutti i partiti che si riconoscono nel centrodestra. Occorre, in sostanza, siano DUE le liste che vadano a contendersi il Comune. Con tre o più liste, specialmente se divise nel centrodestra, si perde.
A questo scopo, o per raggiungerlo, è necessario che qualcuno deponga ogni sua velleità personale di preminenza in seno alla coalizione. Questo qualcuno, ritengo, si sia già espresso. Il suo nome è PINO GRASSI.
Mi ha confidato, dopo ponderato rasserenamento post elettorale, che questa è da considerarsi come ultima chance che egli si sia giocata. Ha chiuso con la politica condotta in prima persona.
Avendo avuto campo libero per una “nomination” o investitura, che dir si voglia, il nostro partito ha la strada spianata per essere il capofila della coalizione di cui stiamo parlando, proprio per il risultato raccolto in questa tornata elettorale,
2°) Considerando che siamo stati investiti da questa “nomination” diventa necessario che la dirigenza della nostra Sezione si adoperi, a partire da oggi, e non dal momento della formazione della lista, a contattare tutte le componenti del centrodestra per la convergenza verso la nostra candidatura a Sindaco.
Questo discorso ha la sua validità se diamo per scontato che, localmente, facciamo parte, o tifiamo, per il centrodestra. Ma penso che non ci siano dubbi.
Sono convinto che, partendo da oggi, abbiamo la possibilità di togliere, al Sindaco uscente, la facilitazione di traino che, indubbiamente, ha chi sta per lasciare il potere.
La dirigenza Sezionale, oltre a questa incombenza, avrà anche l'onere di indicarsi(ci) il capolista che andrà a capeggiare la coalizione caricandolo, fin d'ora, della responsabilità di scelta della squadra che, insieme a lui, ai componenti il Consiglio Sezionale e agli iscritti tutti, saranno in prima linea nella pugna elettorale.
Il candidato Sindaco, insieme al Segretario Sezionale e al Presidente del Partito, avranno l'obbligo di stabilire un calendario di visite nelle case dell'elettorato allo scopo di raccogliere le istanze che da esso provengono, integrandole con le proprie proposte, per formulare quel programma propositivo, reale e possibile, da realizzare durante l'ipotetico mandato amministrativo cui si aspira.
Fa d'uopo, al fine che tutto ciò avvenga, che il Direttivo Sezionale venga rinnovato nelle sue cariche.
Queste considerazioni offrono lo spunto iniziale, a ciascuno di noi, per una serena e pacata discussione che, senza alcun dubbio, l'attuale direzione sezionale del partito, vorrà indire nel futuro più prossimo possibile.
(Ciro Lezzi)